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RETTANGOLO

Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata, non se ne può fare a meno.

Tiziano Terzani

Stirasukhamāsanam” // 46 – Sadhana Pada

“Lascia fuori le scarpe e l’ego” è scritto in piccolo fuori dallo shala dell’Ashtanga Ashram di Tapovan, Rishikesh, Uttarakhand, India.

Si cammina, tra la polvere e le vacche, tra le bancarelle e le moto, CONSAPEVOLI.

Si attraversa la strada principale, girando a destra guardando l’est. 500 metri più avanti sopra al negozio biologico locale si salgono tre rampe di scale, si sta in silenzio.

Si cammina tra la polvere e le vacche, tra le statue e le persone, CONSAPEVOLI.

Attraversando la strada principale, si gira a destra guardando l’est, 200 metri più avanti la via scende con una buona pendenza. Si lasciano andare le gambe in un’inerzia automatica figlia di un corpo che delle volte ci si dimentica di essere.

Discesa. Si segue la strada fino ai primi ristoranti, urla dei cuochi, nessuna divisa, nessuna cucina, il cibo è buono.

Consapevolezza e ricordo.

Il cibo è buono e la strada si stringe, prima del tempio di Krishna sulla destra ci si può inserire in delle scale grosse, vecchie, disordinate, in un vicolo chiuso fatto di negozi e bindi, di saluti e sguardi, esseri umani.

S’intravede la luce se si guarda in alto, luce e scimmie, scale, ponte, sadhu, incenso.

Ricordo e rispetto.

Si sente il rumore del Rio, al nord rimane azzurro, molte persone si lavano e pregano tra i suoi sassi grossi, lisci, levigati, sacri.

Si sente l’energia del Rio, più antico dell’uomo stesso, potente e sacro come solo la madre di tutto può essere.

Rispetto e passi.

Si salgono le scale grosse, vecchie, disordinate, in un vicolo chiuso fatto di uomini e donne, il cuore batte più forte in salita, in un’inerzia automatica figlia di un corpo che delle volte ci si dimentica di rispettare.

Si procede dritto guardando l’ovest verso la strada principale, si schivano le vacche tornando nella via impolverata, all’ampia curva si gira a sinistra.

Si procede 300 metri fino al negozio biologico locale, si salgono tre rampe di scale, si sta in silenzio.

Respira.

Gli occhi sono chiusi, il tappetino è un rettangolo, inspira.

Gli occhi sono chiusi, le radici sono forti, espira.

Lascia fuori le scarpe e l’ego, non c’è corpo, non c’è mente, Stirasukhamāsanam, Yoga.

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